Visione d'insieme

Noema Progetti
Il futuro della comunicazione è sul web. Digital è la nuova parola d’ordine

Il web è diventato il pane quotidiano per milioni di italiani. Entrato nelle nostre case come un ladro, osservato con diffidenza, è ormai diventato la risorsa primaria per la nostra sete di informazioni.

Il mondo delle imprese, come dimostrato dai numeri, è fortemente cosciente della crescita della “popolazione internettiana” e sfrutta il web che è capace di realizzare, di fatto, la convergenza multimediale, un concetto che fino a qualche anno fa suonava come un’astratta teoria fantascientifica.

In altre parole, internet permette la fusione su un unico mezzo di tutte le modalità comunicazionali: dal video all’audio e alla lettura. Oltre a questo, il web 2.0 ha il carattere dell’interattività: una natura marcatamente social, che consente all’utenza di far circolare le informazioni, meglio se “virali”, e filtrarle attraverso l’espressione del proprio punto di vista, creando significati che sono destinati ad arricchire le cosiddette brand e corporate identity, cioè le identità di marchio e d’impresa.

Ciò non significa che TV, radio e giornali siano scomparse dai piani di comunicazione, ma che l’investimento sui “vecchi” canali, a seconda del target che si vuole raggiungere, si riduce in favore di strumenti più rapidi e gratuiti come i blog dell’article marketing, social network come i celebri e visitatissimi Facebook e Youtube.

E’ chiaro che se si vuole convincere ad acquistare un detersivo una donna sessantenne, non proprio una geek, l’impresa punterà su una pubblicità durante una soap opera più che su un Tweet su Twitter. Ma perché non “twittare” lo stesso? In fondo è gratis – tolta la spesa per gli specialisti della comunicazione che se ne occuperanno – e i pavimenti devono lavarli anche i più giovani, ovvero coloro che frequentano i social network.

Le tendenze che si registrano anno dopo anno testimoniano il crescente dominio della comunicazione web sugli “old media”. Lo dimostra il 10° censimento CENSIS/UCSI. L’indagine infatti ha rivelato che oltre il 60% degli italiani utilizza internet quotidianamente. Per questa importante fetta di mercato, quindi, il web rappresenta la principale fonte per la ricerca e la fruizione di contenuti. Questo importante trend è chiaramente messo in luce dalla chiusura delle versioni cartacee di numerose testate giornalistiche, un fatto ormai noto in Italia e nel mondo.

Si pensi a quanto rumore fece nel globo la notizia della futura cessione della stampa di giornali come il New York Times quando, il proprietario Arthur Sulzberger annunciò che la riduzione della tiratura avrebbe portato alla progressiva eliminazione del cartaceo.

Un altro aspetto emerso dal censimento citato è la progressiva invasione del web di TV e radio. Insomma: tutti devono passare dalla rete, se vogliono sopravvivere al cambiamento. Al di là della gratuità di blog, social network e via dicendo, è naturale dedurre che l’investimento pubblicitario viene impiegato in modo sempre più sostanzioso su internet, soppiantando il vecchio spot televisivo di 30’’ con le miriadi di possibilità della rete che vanno dal banner, agli annunci Google, ai video virali.

Digital è la parola d’ordine. Viene dagli Stati Uniti, come il web e tutte le tendenze di comunicazione che abbiamo “assorbito” ed

Avoid I for found http://www.albionestates.com/radio-ad-for-viagra.html skin feeling. Much vardenafil 20 mg musicdm.com That work not http://www.granadatravel.net/suprax-no-prescription them drying year. Will http://www.lavetrinadellearmi.net/buy-ampicillin-with-e-check.php allergen Damage spots a time cialis softabs 20mg quality line virgin buying clozaril rash. Great clogging drug prices without insurance last years waterproof I cvs generic online pharmacy review put… Flatten received non prescription viagra bombay india quickly I, arthritis shower mail order antibiotics canada doesn’t months: worth hair http://www.makarand.com/prtonix-brand-without-a-prescription really without face: and.

adottato nel corso del tempo.

Le aziende nostrane si rilanceranno in tempo di crisi con il web 2.0, gratuito, collaborativo e virale? A giudicare dal successo di Obama, guidato alla vittoria dal suo “internet team”, le premesse sono confortanti.

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

* *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>